• R.L.

ONLINE DATING E RELAZIONI SESSUALI

L’utilizzo del dating online per la ricerca di partner sessuali è entrato a pieno titolo a far parte delle nostre esperienze sociali, con buona pace dei più tradizionalisti.

Si tratta di un tipo di contesto relazionale che ci pone di fronte ad un nuovo modo di andare incontro all’altro, ovvero “senza corpo”. Sembrerebbe paradossale che proprio in mancanza di interazione fisica si possa trovare qualcuno col quale intrattenere relazioni sessuali, eppure nella maggior parte dei casi questo sistema pare funzionare. Il merito sembrerebbe essere della maggiore audacia e disinibizione che il tramite virtuale consente, mettendoci nella posizione di poter gestire con meno timore del rifiuto la fase dell’approccio e delle avances.


La possibilità di prendersi del tempo prima di scrivere o rispondere, di formulare proposte e rifiuti (si spera gentili) senza trovarsi sotto lo sguardo dell’altro, o anche il temuto ghosting, assumono un significato differente quando si parla di profferta sessuale vera e propria. Se nei rapporti virtuali di carattere più romantico questi fenomeni rischiano di generare ansie e sofferenza, quando l’interazione fra i due partner è chiaramente basata sulla valutazione ad incontrarsi per avere un rapporto sessuale si possono rivelare delle salvifiche vie d’uscita da situazioni imbarazzanti. Come spesso accade non è il mezzo in sé a dover essere demonizzato, ma l’utilizzo che se ne fa e la necessità di confrontarsi con la propria consapevolezza emotiva.


Oltre alle necessità dettate dal lungo periodo pandemico ancora in atto, molto probabilmente è per queste ragioni che tante persone considerano più semplice la ricerca di una relazione sessuale attraverso il dating online, evitando inoltre di spendere molto tempo e risorse per andare alla ricerca dei posti giusti dove incontrare persone disponibili.

Tuttavia, la mancanza dell’interazione fisica impone un nuovo adattamento e una riflessione da parte di coloro che si accostano a questo mezzo, poiché quella parte del cervello che ci spinge alla ricerca del sesso è fortemente penalizzata nei processi decisionali di tipo più razionale che il mondo virtuale impone, col rischio che l’incontro dal vivo non porti comunque all’esito desiderato.


La sessualità è indistricabilmente legata a quei circuiti cerebrali primitivi ai quali dobbiamo la sopravvivenza; quando proviamo desiderio sessuale la nostra mente ci sta comunicando che siamo pronti ad accoppiarci. L’essere umano è programmato per cogliere tutta una serie di segnali visivi, cinetici, chimici o, più in generale, di impressioni a prima vista ed espressioni non verbali sulla base dei quali deciderà se la persona incontrata sia o meno un “buon riproduttore”.

La velocità con la quale i siti e le app di dating propongono i vari candidati può mettere in crisi questo meccanismo di selezione, che inoltre dovrà basarsi solo su immagini e informazioni non percepite personalmente, ma fornite dall’altro. Col rischio che queste presentazioni possano essere fraintese, o anche appositamente manipolate nell’eterno gioco di rendersi più appetibili.

A volte, neanche soffermarsi a chattare con qualcuno in particolare o sentirne la voce può essere sufficiente a farci capire che il nostro match potrebbe essere un soddisfacente partner sessuale. Nonostante in noi si possano comunque attivare una serie di fantasie e reazioni psico-fisiologiche piacevoli rispetto agli stimoli scambiati con il nostro interlocutore, l’assenza del corpo dell’altro e di tutte quelle informazioni che porta con sé non risolve definitivamente la difficoltà ad incontrarsi di persona.


Nel rispetto di tutte quelle che possono essere le precauzioni da adottare incontrando uno sconosciuto, sulle quali non mi soffermerò in questa sede, la possibilità di esprimere o ricevere un rifiuto è sempre presente, e ovviamente legittima. Mentre si chatta sarebbe opportuno considerare quanto siamo pronti a rivelare di noi stessi in previsione di un incontro che, per il nostro “cervello sessuale”, resta comunque un appuntamento al buio. Anzi, proprio l’aver rivelato qualcosa di intimo senza avere l’occasione di sperimentare una vera e propria intimità fisica e una risonanza emotiva, può mettere ancora più a disagio.


Se nell’utilizzo del dating online l’intenzione iniziale può essere quella di trovare un partner sessuale, un approccio sincero ma tagliato su misura per sé stessi potrebbe essere la miglior soluzione. Anche quando le persone incontrate non vengano riconosciute come quel “sano riproduttore” di cui siamo inconsciamente alla ricerca, possono rivelarsi comunque buoni conversatori per trascorrere piacevolmente del tempo o amici con i quali proseguire la conoscenza per altri scopi.




Illustrazione: Mario "Nat" Natangelo, www.natangelo.it

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