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BIOENERGETICA E TEATRO: UN FELICE INCONTRO DI ISTINTO, CUORE E MENTE


A partire dal ‘900 il teatro compie una rivoluzione che lo caratterizza ancora oggi: intende nutrirsi di verità, sia storico-sociale che umana, espressa attraverso una recitazione senza vincoli e stereotipie.

Il “bello” si sgancia da canoni estetici e culturali per mostrarsi nella veste confusa, movimentata e drammatica delle emozioni. È in queste che lo spettatore viene maggiormente coinvolto, lasciando sullo sfondo la storia rappresentata e identificandosi più pienamente nei personaggi, nel pathos delle loro scelte, vittorie, difficoltà e sofferenze.

Il fulcro della storia rappresentata tocca il suo potenziale espressivo nell’attore stesso, che attinge dalle proprie esperienze ed emozioni per rendere reale e realistico il personaggio.

La formazione degli attori rivolge il suo interesse a tutte quelle tecniche che possano favorire la libera espressione emotiva, per trasformare l’energia vitale dell’individuo in un’azione scenica carica di significato.

L’attenzione si focalizza quindi sullo studio e l’uso del corpo - contenitore emotivo e mezzo espressivo fondamentale – al fine di renderlo libero da inibizioni e fluido nelle azioni.

L’Analisi Bioenergetica trova terreno fertile nell’ambito di queste sperimentazioni poiché ne condivide il principio fondamentale: per essere liberi di esprimersi, è necessario lavorare su quei blocchi o inibizioni che si strutturano nel corpo, mettendo a disposizione dell’individuo maggiore energia e vitalità.

Le tre dimensioni umane che condividono il lavoro teatrale e la psicoterapia corporea sono le stesse: istinto, cuore e mente.

La pratica delle classi di esercizi bioenergetici, elaborata quale attività di ascolto del Sé corporeo e prevenzione della formazione di contrazioni muscolari croniche è da ricondursi proprio al dialogo fra l’Analisi Bioenergetica e la formazione teatrale. È grazie al confronto fra Ellen Greene Giammarini (attrice e insegnante di teatro), Leslie Lowen (danzatrice) e Alexander Lowen (insegnante, medico, psicoterapeuta e fondatore dell’Analisi Bioenergetica), che è stato possibile elaborare una serie di movimenti e sequenze che favoriscono lo scioglimento muscolare, l’attivazione psicofisiologica e dunque il contatto con le emozioni e i pensieri che ne scaturiscono.

Lo scopo degli esercizi bioenergetici è aiutare ogni partecipante ad accrescere le sensazioni corporee, diventando consapevoli delle tensioni muscolari e dei blocchi, lavorando con il movimento e la respirazione attraverso un procedimento graduale che ne favorisce il rilascio. Il risultato è la sensazione di un ritrovato fluire dell'energia vitale, che accresce la capacità di provare piacere.

È facile comprendere l’intuizione di Ellen Giammarini, di condividere questo potenziale nei corsi di formazione attoriale condotti presso l’Actor’s Studio di New York negli anni ’80. Per un attore, avere a disposizione questa comprensione è di fondamentale importanza per prestare al proprio personaggio un vissuto autentico, indipendentemente dalla situazione che va rappresentando.

Per un paziente, il lavoro terapeutico sul corpo significa ri-scoprire e re-interpretare la propria storia di vita, accettarla pienamente e con compassione, ed infine arricchire le possibilità attuali di risposta all’ambiente attingendo ad una aumentata disponibilità energetica.

Ecco che lavorare sulle dinamiche energetiche del corpo si rivela una pratica atta a prevenire, cambiare e crescere, che predispone la persona ad un’azione non governata dalla sola volontà, ma vissuta pienamente nel momento presente.

Quando il lavoro bioenergetico si svolge nel contesto di un training teatrale, l’attore ha a disposizione una maggiore fluidità nell’attingere al proprio patrimonio emozionale; quando il lavoro bioenergetico è parte di un processo terapeutico, la persona avverte una maggiore libertà nel suo potenziale espressivo, maggiore energia e un rinnovato diritto di esistere e giocare con la vita.

L’unione delle metodiche bioenergetiche e teatrali favorisce, inoltre, la maturazione dell’attività ludica adulta, intesa come espressione della dimensione esistenziale più profonda ed evoluta, quella connessa con la consapevolezza del divenire fenomenico e del suo rapporto inscindibile con il vissuto del nucleo essenziale della personalità.




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