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SOGNI - Un laboratorio di ricerca a Prato


I sogni svelano aspetti di noi a volte facilmente comprensibili, a volte ostici, segreti e bizzarri.

Sono molte le possibilità interpretative di un sogno, ma il quesito a cui tutti cercano di dare una risposta è: cosa significa questo sogno?

Attraverso questo ciclo di cinque incontri a cadenza quindicinale a partire dal 15 Aprile, si intende indagare sul significato del sogno a partire dal livello intrapsichico e personale del sognatore, fino ad esaminare i prodotti del lavoro collettivo dell’intero gruppo.

Grazie ai contributi della psicologia e delle tecniche espressive, ci si propone di offrire degli spazi di riflessione sul senso del sogno e sui suggerimenti, previsioni o ammonimenti verso cui ci indirizza.

La conduttrice, Roberta Leone (psicologa, sessuologa e psicoterapeuta in Analisi Bioenergetica), chiamerà i partecipanti a rivivere i sogni che più li hanno emozionati, incuriositi o tormentati. Partendo dal racconto alla messa in atto estemporanea, nel corso degli incontri tutti i partecipanti si coinvolgeranno attraverso l’impiego di tecniche attive.

Questo consentirà di riesaminare il sogno da una prospettiva interna, rievocando sensazioni ed emozioni, e da una prospettiva esterna, rispecchiandosi nelle azioni degli altri partecipanti.

Sin dall’antichità, i sogni sono sempre stati considerati il portale per una conoscenza “altra” della vita. In popolazioni antiche come gli Egizi, i Sumeri e i Babilonesi, il sogno ha avuto una valenza premonitrice e didattica; indicazioni interpretative sui sogni sono contenute in testi sacri come la Bibbia o il Talmud. Un’area al confine fra il tangibile della vita quotidiana e l’intangibile della divinità o delle profondità del nostro inconscio, che affascina e rivela una molteplicità di sensi difficilmente percepibili in altri modi.

Secondo diverse teorie, nei sogni confluisce la realtà della vita - anch’essa concepibile come prodotto della mente e dunque essa stessa sogno (Platone, Cartesio) - tradotta in simboli. O, ancora, sogni visti come prodotto di una capacità umana – l’immaginazione - in grado di creare immagini derivanti dalle sensazioni provate durante la veglia (Aristotele).

Le testimonianze della potenza dei sogni si rintracciano nelle più grandi espressioni artistiche, come la musica, il canto, la pittura, il teatro, la cinematografia…

Dai primi anni del 900, grazie anche alla nascita della psicoanalisi, l’interesse per i sogni si struttura nella ricerca di una scientificità che possa contribuire alla loro interpretazione.

Il sogno non è da considerarsi solo frutto di residui diurni, energie non bene incanalate o azioni represse durante la giornata che trovano una via di espressione nel sonno, ma veri e propri tesori del Sé più profondo.

Non a caso Sigmund Freud ha definito il sogno “la via regia per l’inconscio”, ovvero il canale preferenziale attraverso cui accedere al nostro mondo interiore ed ai suoi significati più reconditi.

Figure importanti del nostro secolo hanno posto l’accento sulle modalità interpretative dei sogni, fra cui C.G. Jung, che afferma: “Dobbiamo maneggiare i sogni con sfumature, come un lavoro di arte, non logicamente o razionalmente, come uno può dare un giudizio”.

Autori più recenti sottolineano come l’interpretazione onirica, trasversalmente alle diverse correnti teoriche che se ne sono occupate, si basa su un sottile equilibrio fra prodotto onirico ed elaborazione dello stesso da parte di più soggetti: “L’interprete fa in modo che l’azione del sogno possa compiersi nel mondo reale. L’interpretazione, dunque, non è soltanto un discorso, è anche un’azione. La sua funzione non è quella di tradurre un testo oscuro, ma di far accadere l’azione della divinità nel mondo degli umani…l’incubo è soprattutto lo spazio in cui l’uomo è messo a confronto con le strategie nascoste di altri esseri umani, quelle che la vita sociale, le buone maniere, il senso comune gli hanno impedito di intravedere durante la veglia.” (Tobie Nathan, Una nuova interpretazione dei sogni, 2011).

Ma chi, meglio del sognatore stesso, può districare la matassa a volte molto complessa di un sogno? Da questa riflessione scaturisce l’idea di ritagliare uno spazio ed un tempo da dedicare a questa esplorazione, alla ricerca dei molteplici significati del sogno originario e delle dinamiche che ne scaturiscono nell’atto di riprodurlo, similmente alle esperienze del sogno lucido (Frederik van Eeden, 1913).

Molte professioni che richiedono creatività, relazione con diverse utenze o pubblico, così come le nostre vite personali, necessitano di un buon livello di consapevolezza di chi realmente siamo, quali sono le nostre aspirazioni più autentiche e di quali risorse disponiamo.

Stimolando la creatività, lavorando sui livelli energetici della persona e sui suoi equilibri psicofisici grazie al movimento, ci si propone dunque di ottenere maggiore consapevolezza e capacità di lettura non solo dei propri sogni, ma anche delle dinamiche intrapsichiche che sottendono ogni nostra azione: cosciente o inconscia, reale o sognata.

Osservare una situazione quanto più possibile simile al sogno originario consente a ciascuno di rivedere analiticamente la dinamica sottesa al contenuto, e dunque di chiarire alcuni aspetti di sé connessi con le tematiche emergenti.


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